Sorano

soranoIl paese di Sorano fa parte con Pitigliano e Castell’Azzara delle cosiddette “Città del Tufo”, insediamenti principali di una caratteristica zona di formazione vulcanica, posta a settentrione del lago di Bolsena, nel cuore della Maremma.

Il tufo è elemento essenziale per comprendere lo sviluppo storico-geografico della zona: la bellezza dei paesaggi sta nelle profonde gole che si aprono tra dolci colline, modellate dal corso dei secoli dalla natura e dall’uomo.

Nel tufo hanno trovato rifugio le prime popolazioni che si insediarono nella zona: le abitazioni ipogee dei popoli primitivi, le necropoli e le vie di comunicazione, “le cavee”, degli etruschi, i colombari dei romani, fino alle abitazioni ed ai monumenti medievali e rinascimentali, ancora perfettamente conservati, tra i quali spicca la Fortezza Orsini, che domina la valle.

Ancora oggi le “cave” tufacee servono per conservare il vino, una delle risorse tipiche della zona.

Sorano sorge su uno sperone di rocca tufacea che sovrasta il letto del fiume Lente. La bellezza del paese si gusta al meglio per chi arriva da Sovana e da Castell’Azzara: all’occhio del passante appare un agglomerato di edifici di pietra tufacea che si fondono con il masso, come se da esso fossero sprigionati.

Sorano : le origini e le testimonianze etrusche

Le prime testimonianze storiche concernenti il nucleo di Sorano risalgono al III sec. a.C., periodo in cui comincia la conquista romana dell’Etruria. La zona è ricca di reperti, necropoli, templi e cunicoli, nonché delle antiche “cave”, le vie sacre sotterranee degli Etruschi.

La Necropoli di San Rocco è raggiungibile dalla strada che collega Sorano a Sovana, e si trova lungo il corso del fiume Lente: è costituita da numerose tombe a camera, colombari e abitazioni rupestri databili attorno al III – II secolo a.C.

I Colombari sono una delle più importanti attrazioni turistiche del territorio: sono delle nicchie scavate nel tufo, molti dei quali si trovano lungo la parete tufacea che si innalza dal fiume Lente, mentre altri attorno ai dirupi del paese (località Colombarie, Rocchette, Castelvecchio, San Rocco). L’unica ipotesi certa che li riguarda è che furono utilizzati sia dagli Etruschi che dai Romani, ma per usi diversi: gli Etruschi trovarono già queste nicchie rupestri, usate probabilmente dagli abitanti primitivi della zona come rifugi di difesa, riadattandole per scopi funerari, mentre i Romani li utilizzarono come ricoveri per le migliaia di piccioni viaggiatori, attività redditizia del periodo.

Sorano: sec. XII – XIX

Nell’anno 862 l’imperatore Ludovico II firma la fondazione della Contea Aldobrandesca che attribuisce importanza al “municipium” di Sorano. Le sorti di Sorano si legano per circa cinque secoli a quelle di questa nobile famiglia, non sempre felici a causa di cruente lotte di supremazia e di difesa.

I primi documenti concernenti Sorano sono del 1172, a firma dai conti di Bartolomeo, signori locali legati alla famiglia degli Aldobrandeschi. Un documento del 1210, firmato da Ottone IV, attesta il possesso di Sorano di Ildebrandino degli Aldobrandeschi. Nel 1216 fu assegnata agli Aldobrandeschi di Sovana.

Nel 1293 Sorano passò sotto la Famiglia Orsini, antica e nobile famiglia romana, grazie al matrimonio tra Romano di Gentile Orsini e Anastasia, figlia dell’ultima discendente degli Aldobrandeschi, Margherita. La dote comprendeva il feudo di Sorano che ne condivise con Pitigliano le vicissitudini: la guerra del 1416-1417, che si concluse con la firma di un trattato nel quale i feudi di Sorano, Pitigliano e Castell’Ottieri si piegavano all’indiretta sovranità dello Stato senese e, nel 1454 l’assedio, sempre da parte delle milizie senesi. La fortuna degli Orsini era legata all’elezione a Pontefice di Giovanni Gaetano Orsini, Papa con il nome di Niccolò III. Sorano divenne il baluardo difensivo contro Siena. Nel 1555 la Repubblica di Siena cadde e, l’anno successivo, Niccolò Orsini riaffermò pienamente la sua legittimità sulla Contea. E’ di questo periodo il consolidamento della Rocca di Sorano e della sua nobile Fortezza, splendido esempio di architettura militare.

Rimase di proprietà della famiglia Orsini fino al 1604, quando divenne territorio parte del Granducato di Toscana. La giurisdizione dei Medici durò “senza infamia e senza lode” fino al 1737, quando Sorano passò ai Lorena, che trovarono nella zona la malaria, ma fortunatamente Sorano non ne fu colpito: sotto la reggenza dei Lorena il paese conobbe un lungo periodo di prosperità economica e sociale.

Dai rapporti che giungevano al Granduca Leopoldo si evince una certa prosperità agricola e sociale rispetto ad altre realtà della Maremma. Nel 1765 vennero create la provincia di Siena e quella di Grosseto, quest’ultima comprendente il territorio di Sorano, divenuto comune insieme a Pitigliano.

Nel 1790 Ferdinando III successe al padre, ma ben presto dovette lasciare il territorio sotto la minaccia delle truppe francesi. Il Granduca tornò dopo la Restaurazione e, dieci anni dopo, morì lasciando il potere al figlio Leopoldo II, che si impegnò energicamente nel risanare la Maremma. I risultati non tardarono a venir alla luce tanto che nessun soranese partecipò alle successive Guerre d’Indipendenza per l’unità d’Italia, anche se nel plebiscito del 20 marzo 1869 i soranesi votarono compatti per l’unione.

Villaggio Le Querce : Residence a Sorano

residence maremmavillaggio turistico maremmaresidence maremmavillaggio turistico toscana
Le Opinioni dei Nostri Ospiti…
"Situato in una delle zone di campagna più belle d’Italia, immerso tra dolci colline, boschi e campi coltivati, il villaggio Le Querce si trova in una location molto bella..."

"Weekend alle querce... una delizia. Mini appartamenti praticissimi, ben attrezzati e puliti..."

"Struttura carina ed accogliente. Gli appartamentini sono nuovi e ben arredati..."

SPECIALE CICLOAMATORI